sabato 12 luglio 2008

Formia da Gustare



LO SAI CHE...
nella serata dell’11 luglio si è svolto, presso il Little Garden di Formia, il consueto appuntamento mensile di 'Formia da Gustare',
il cui tema della serata era dedicato al POLPO.
Il tema è molto caro all’ARAF , dato che sul polpo furono organizzate le prime degustazioni qualche anno prima.
Il menu proposto è stato
Antipasto
composto di
Carpaccio di polpo alla griglia con rucola, grana ed aceto balsamico
Insalata di polpo con patate e sedano bianco
Cozze ripiene con polpo al gratin
Tiella di polpo alla vecchia Formia
Schiaffoni con polpo e melanzane
Trofie con calamari ripieni di polpo e olive di Gaeta
Polpo in zuppa con crostacei e fresella di pane casereccio;
Dolce.
La casa vincola presente era Villa Matilde, con due interessanti prodotti :
Vino bianco Falerno del Massico e Vino rosato Terre Cerase.
Una serata all’insegna della tradizione. L’antipasto ha proposto in un’unica entrée i nostri più tradizionali sapori legati al polpo : la rucola, le patate, sedano ma anche l’uso della farina come nella tiella e nel polpo gratinato. Sono sapori che nascono da un semplice scambio che avveniva nel nostro territorio, in tempi remoti, tra pescatori e contadini. Il polpo, ricco solo di proteine, era integrato da altri ingredienti che ne arricchivano la sua dote, quindi carboidrati ( patate, farine ) ma anche fibre vegetali ( verdure ), come sapientemente proposto durante la serata anche in abbinamento con una melanzana, morbida e dal sapore non invasivo.
Nello stesso stile è stato riproposto il calamaro ripieno. Tenero, con olive nere di Gaeta che ne esaltavano il sapore. I ripieni restano nella nostra storia gastronomica come valorizzazione di ingredienti poveri, spesso piccoli e minuti avanzi di cucina, al fine di integrare l’apporto calorico. Nel ripieno era d’obbligo il pane grattugiato, emanazione del pane raffermo che necessitava valorizzare. Il tema del pane raffermo è stato poi riproposto, simbolicamente, nella pietanza finale con l’aggiunta della fresella al polpo.
Su tutte le pietanze la proposta di un pomodoro fresco, connotato da una buona acidità , non aggressivo, che ha sempre mantenuto integro il palato.
Di buon abbinamento i due vini proposti : la Falanghina caratterizzata da grandi sentori balsamici in apertura ( menta, eucalipto ) che si evolvendo in pesca bianca, mandorla, susina bianca.
Il rosato, ottenuto da uve Aglianico, è stata la sorpresa della serata; anch’esso con marcate note balsamiche in apertura, molto persistenti, che si evolvendo in un fruttato ( mirtillo, mora ) decisamente immaturo, ma accattivante.Non è la prima volta che in questo percorso è stato utilizzato il rosato su ingredienti tradizionali e bisogna ammettere che la percezione complessiva è di estrema gradevolezza.

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